La logistica e i trasporti sono un settore “antico”. Eppure l’innovazione tecnologica impatta continuamente su questo ambito fondamentale delle attività economiche.
In questo caso ci occupiamo dell’applicazione delle innovazioni tecnologiche nel settore del trasporto marittimo. Il focus è sull’utilizzo di materiali ad alte prestazioni. Le prestazioni, che sono evidentemente il motivo di interesse, sono tuttavia l’esito, il portato delle caratteristiche tecniche dei materiali innovativi. Caratteristiche quali la leggerezza, la resistenza e la durevolezza sono il plus che questi materiali possono introdurre in un ambito nel quale la riduzione di peso delle navi comporta minor dispendio di carburante e dunque importanti risparmi e aumento dei margini operativi ma anche altri importanti vantaggi.
Fra questi materiali spiccano gli acciai ad alta resistenza e i materiali compositi come quello che unisce schiuma di alluminio e idruro di titanio. Questi materiali vanno a sostituire l’acciaio nelle placche degli scafi. La riduzione di peso per la struttura delle navi portacontainer viene stimata al 30% per le parti interessate e all’1% sul peso complessivo di una nave di stazza media.
Stando ai dati IRENA (Agenzia Internazionale per l’Energia Rinnovabile) questi materiali possono ridurre il consumo di carburante dello 0.5% per tonnellata di carico nel caso degli acciai ad alta resistenza e dello 0.2/0.3% nel caso dei materiali innovativi compositi.
Una nave portacontainer di classe Panamax ha un consumo medio di 250 tonnellate di carburante al giorno, cira 286.000 litri. Al costo medio di 473 € / tonnellata del VLSFO (Very Low Sulfur Fuel Oil) del 2024 in Italia possiamo calcolare un costo di 118.000 euro al giorno. Le navi di classe Panamax possono trasportare fra i 3001 e i 5001 TEU (Twenty-foot Equivalent Unit) corrispondenti a 24 tonnellate ciascuno (il peso medio di un container), supponendo un carico di 3000 TEU (cioè 72.000 tonnellate) e distribuendo il costo del carburante sul carico si ottiene un costo per il carburante pari a 1.638 euro a tonnellata al giorno. Il risparmio di 0.5% per tonnellata sul carburante significa 0.0819 euro risparmiati ogni giorno su ogni tonnellata di merce trasportata. Circa 6.000 euro di risparmio in un solo giorno di navigazione. Non trascurabile.
Al risparmio sui costi vanno aggiunti gli ovvii vantaggi derivanti dal minor peso della nave in termini di velocità nel viaggio via mare e quindi nella consegna e la minor usura dovuta alla riduzione della durata dei viaggi.
Inoltre la riduzione del peso dello scafo delle navi permette un aumento della capacità di carico.
Altro materiale innovativo che promette importanti risultati nel settore è il titanio: durata di circa 25 anni contro i 5/7 dell’acciaio inossidabile. Caratteristica che lo rende interessante per la realizzazione di quelle parti soggette a corrosione per contatto con l’acqua di mare come gli alberi motore, le eliche ed altre. Secondo i dati ITA (International Titanium Association), il break-even point dell’investimento (il momento in cui l’investimento viene riassorbito e quindi diventa produttivo) si assesta sui 24 mesi, due anni, lasciando 23 anni di utilizzo produttivo dei materiali.
Last but not least, il tema dell’isolamento termico. I pannelli in materiali a cambiamento di fase (PCM) riescono ad assorbire e rilasciare calore latente e questo permette di creare un clima stabile all’interno della nave riducendo il carico di lavoro per i sistemi HVAC. Conseguenze pratiche? Un risparmio di carburante di circa il 7% e una riduzione dell’impronta ecologica del 7%, un aspetto sempre più importante con l’entrata in vigore di nuove normative che obbligano alla riduzione dei costi ambientali del trasporto.
(Fonte: Logistica a cura di 21 ottobre 2025)
